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DUE CHIACCHIERE CON…IRENE TURRI

Undicesimo appuntamento con la Rubrica “Due Chiacchiere con…”; una serie di domande per conoscere meglio le Bulldog della Serie C. L’undicesima atleta intervistata è l’ala Irene Turri.

Come hai conosciuto questo sport?
Non ho parenti che hanno qualcosa a che fare col basket. La mia compagna di squadra Veronica (Canciani ndr), quando avevamo circa 9 anni, mi chiese di andare a provare a giocare insieme a lei e da lì iniziò tutto.

A che età hai iniziato a giocare? E quale è stato il tuo percorso giovanile e seniores?
Ho iniziato a giocare a 9 anni, facevo la quarta elementare nella squadra di minibasket del San Vittore Olona. Finito il periodo del minibasket ho giocato per 2 anni nella Virtus Carroccio Legnano per poi ritornare al San Vittore Olona. L’ultimo anno a SVO ho avuto la possibilità di allenarmi con la serie C di Cerro Maggiore e disputare qualche partita. Poi ho cambiato squadra e ho giocato nell’Origgio. Durante il primo anno lì ho giocato anche in Promozione ad Arese. Purtroppo, l’anno seguente ho dovuto subire un’operazione al ginocchio in seguito ad un infortunio e ho fatto un anno “a riposo”. Quando ho finito con la riabilitazione, ho fatto gli ultimi mesi sempre con la mia squadra nell’Origgio per poi cambiare quest’anno e giocare nel Canegrate.

Nella tua carriera ci sono mai stati momenti in cui volevi arrenderti?
Bèh, ovviamente sì. Penso che più o meno tutti i giocatori abbiano una o più crisi, dove il pensiero di smettere “frulla” nella testa, specialmente quando si affronta un infortunio. Però il pensiero di continuare a giocare prevale su quello di smettere ed è questo quello che conta.

Qual è stato il successo che ricordi con maggior piacere?
Sono sempre stata molto legata affettivamente alla mia squadra che è stata praticamente la stessa fino a quest’anno, quindi il mio obbiettivo principale non era quello di vincere, ma quello di divertirmi. Non che non me ne importasse, ma ho sempre messo in primo piano appunto questa relazione che si era creata, mettendo in secondo piano l’obbiettivo del “vincere”.
Nonostante ciò, il successo che, a livello personale, ricordo con maggior piacere è stata la mia partecipazione alle selezioni provinciali. A quel tempo fu una mia grande conquista.

Come ti stai trovando a giocare con le Bulldog quest’anno?
Per me è stata una sfida affrontare questo campionato. Nonostante ciò mi sto trovando bene. La squadra è giovane e nuova, però siamo riuscite a creare un buon rapporto in poco tempo.

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Cosa provi a giocare davanti a tante persone come ci sono ogni partita a Canegrate?
Avere così tanto pubblico mi dà tanta carica. Certe volte ce n’è fin troppo, quasi non riesco a sentire quello che dice la mia compagna vicino a me! Però è sempre piacevole avere un pubblico che è sempre lì a supportare la squadra.

Come valuti la tua stagione finora e quella della Squadra?
Tutto sommato è stata una bella stagione, a differenza di quello che prevedevano tutti. Ovviamente alcune sciocchezze, alcune partite perse si potevano evitare, ma facendo una media, come dice Fabri (Molteni ndr), “siamo dove volevamo essere”.

Nell’ultima giornata di campionato giocate il match decisivo per l’accesso ai Play-Off per la Serie B con l’OSL Garbagnate Milanese. Quale è la condizione e lo “stato d’animo” della Squadra?
La parola chiave deve essere “vincere”. Non dobbiamo partire con la mentalità sbagliata, come è successo all’andata. Sono essenziali per noi questi due punti, quindi andiamo a prenderceli!

Prima di una partita, cosa fai per concentrarti?
Niente di particolare. Ascolto la musica e cerco di pensare solo alla partita, trovando la giusta concentrazione.

Molti atleti sono superstiziosi, tu hai un gesto scaramantico che fai prima di una gara?
No, non ne ho mai avuti e non penso servano a qualcosa ad essere sincera.

Com’è il tuo rapporto con l’head-coach Fabrizio Molteni?
Fabrizio è diverso da tutti gli allenatori che ho avuto fin ora. Una cosa che apprezzo di lui è che è sempre attento anche ai minimi dettagli, anzi, certe volte fin troppo.

Quando non sei impegnata con il basket, come trascorri il tempo libero?
Quest’anno la scuola è impegnativa (avendo la maturità) e il tempo libero, tolto il basket, non è molto. Quello che mi rimane lo uso per uscire con gli amici e passare tempo con loro.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi in campo sportivo, personale e professionale?
In ambito sportivo il mio obbiettivo è quello di andare con la squadra ai Play-Off e fare il salto di categoria. Per quanto riguarda gli altri, come detto sopra, quest’anno ho la maturità, ma non ho le idee ancora ben chiare su quale sia il mio percorso da affrontare l’anno prossimo. Quindi il mio pensiero adesso è quello di schiarirmi le idee e capire bene quale sia la via che devo prendere.

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